Leonardo da Vinci Leonardo da Vinci
News > FOOD & WINE 19.02.2019

Il Brunello di Montalcino è il Santo con il dito all’insù

Abbinare un’opera d’arte a una denominazione enologica e viceversa: un connubio virtuoso tra arte e viticoltura. Questo è la collezione I Capolavori di Cantine Leonardo da Vinci che vuole celebrare le più note opere d’arte di Leonardo da Vinci e le più famose e amate denominazioni enologiche italiane. Un grand tour dei più vocati territori vinicoli italiani, da Barolo alla Valpollicella, passando per il Chianti e Montalcino, per rappresentare il meglio della produzione vitivinicola nostrana. Così come il meglio della produzione artistica di Leonardo, nelle sue opere più conosciute: dal Bacco alla Vergine delle Rocce, la Dama con Ermellino e il San Giovanni Battista. È proprio quest’ultimo il primo dei 14 Capolavori a essere svelato in occasione della manifestazione Benvenuto Brunello (15 e 16 febbraio a Montalcino).
 

L’opera, un olio su tavola di noce realizzata da Leonardo tra il 1505 e il 1514 circa e attualmente conservata a Parigi al Museo del Louvre, è stata scelta per vestire l’etichetta del Brunello di Montalcino Docg 2012. I Capolavori di Cantine Leonardo da Vinci sono vini ottenuti secondo il Metodo Leonardo®, un approccio dalla vigna alla cantina ispirato agli insegnamenti di Leonardo da Vinci reinterpretati oggi dai wine maker di Cantine per esprimere il meglio del territorio in cui operano: nel caso del Brunello siamo a Montalcino, nel cuore della Toscana, dove prende vita uno dei vini da sempre più prestigiosi, ambiti. Il Brunello di Montalcino è il capostipite dei rossi italiani, l'epitome della Toscana: potenza, classicismo ed eleganza, una combinazione armoniosa di caratteristiche raffinate.


Questo Brunello è trasparente, di colore rosso porpora. Al naso mostra intensi sentori fruttati, come mora, ribes nero e ciliegie. In bocca è ricco, corposo, con morbide sfumature fruttate che riaffermano le note olfattive, ben bilanciate da una buona freschezza. San Giovanni Battista, il santo con il dito all’insù e dal dolcissimo sorriso, è una delle opere più enigmatiche di Leonardo. “È animato dall’irruenza del gesto, quintessenza di prorompente spiritualità, e dall’intensità dello sguardo ipnotico che, interrogando l’osservatore, suggerisce un enigma trascendente, interiore, al di là del visibile”, spiega Alessandro Vezzosi nel suo ultimo libro Leonardo. La pittura: un nuovo sguardo (Giunti, 2018). “Guarda quel dito che indica verso l’alto: Leonardo promette il Paradiso”, scrisse Picasso.