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17.06.2019

Il viaggio di Leonardo in Romagna tra architettura e vino

Un tour ideale che ripercorre le città visitate dal Genio durante il suo periodo romagnolo, seguendo le sue intuizioni ancora oggi attuali.

Il legame di Leonardo con la Romagna è così forte e presente che oggi si può percorrere un viaggio ideale in sua compagnia nelle città che egli visita durante il suo periodo romagnolo. Un percorso da Rimini a Imola, seguendo le suggestioni e gli appunti del Genio e ammirando oggi le architetture che lui stesso aveva disegnato e riprodotto. La Romagna, in occasione del Cinquecentenario leonardesco, ricorda il passaggio del Genio e il legame instaurato con una serie di eventi e attività, noi di Cantine Leonardo da Vinci dedichiamo al periodo romagnolo del Genio, fortemente caratterizzato dal suo incontro con il territorio e gli aspetti agricoli e architettonici di esso, una collezione di vini. Dunque, seguendo il suo viaggio, 1502 Da Vinci in Romagna è la linea dedicata ai vini dei migliori vigneti romagnoli prodotti seguendo le indicazioni del Metodo Leonardo®. Un tour speciale in cinque città, che tocca luoghi ricchi di bellezza: quella che Leonardo coglie nei disegni realizzati in ogni tappa del suo viaggio e riportati in etichetta.


È l’estate del 1502, quando Cesare Borgia si trova a dover difendere e fortificare i suoi possedimenti del nuovo Stato di Romagna. Per questo motivo chiama il miglior ingegnere e architetto conosciuto all’epoca: Leonardo da Vinci. Leonardo parte per la visita e il soggiorno in Romagna accompagnato dal piccolo taccuino tascabile oggi catalogato come Codice di Francia Manoscritto L (conservato in originale presso la Biblioteca dell’Institut de France di Parigi), sul quale annota, da viaggiatore curioso, tappa dopo tappa, schizzi, idee, invenzioni, considerazioni sulla Romagna. Una riproduzione del taccuino è esposta al Museo della Marineria di Cesenatico.


Leonardo soggiorna e lavora in ben cinque città strategiche della Romagna: nell’ordine Rimini, Cesena, Cesenatico, Faenza e Imola. L’8 agosto 1502 Leonardo arriva a Rimini dove rimane incantato dall’armonia sonora della Fontana cosiddetta “della pigna” nell’attuale piazza Cavour e appunta: “Fassi un’armonia colle diverse cadute d’acqua, come vedesti alla fonte di Rimini, come vedesti addì 8 d’agosto 1502”. Due giorni più tardi, Leonardo si trova a Cesena dove ritrae la “Rocha di Cesena”. Nello schizzo disegna con una planimetria prospettica il tragitto da compiere per entrare all’interno della Rocca Malatestiana, seguendo un tracciato a tornanti lungo il pendio del colle Garampo. A Faenza, Leonardo si sofferma ad ammirare il Duomo, opera di Giuliano da Maiano di Fiesole, allora ancora in costruzione, di cui esegue un disegno. Si sposta anche nei dintorni della città, lungo la valle del Lamone, e descrive nel taccuino la particolarità dei calanchi e della terra usata per le ceramiche faentine. Il 6 settembre del 1502 Leonardo è a Cesenatico dove disegna una veduta a volo d’uccello del portocanale. Giunge poi a Imola dove realizza la mappa della città, oggi conservata presso la Royal Library del Castello di Windsor. Il valore della pianta è insieme scientifico e artistico, ed è tra i più singolari capolavori di Leonardo frutto di “ricognizioni sul terreno, di ricerche sulla cartografia preesistente, di riorchestrazioni in studio, oltre che di teorie filosofiche dell’universo e di esperienza estetica” scrive Alessandro Vezzosi, direttore dei Musei Leonardo.


Oltre al suo lavoro di ingegnere ed architetto, il viaggio in Romagna vale a Leonardo anche l’opportunità di approfondire le proprie conoscenze tecniche in materia di viticoltura e di enologia grazie alla diffusione di tali pratiche nella regione romagnola. Qui in Romagna Leonardo è folgorato dalla visione di un particolare sistema di appendimento dell’uva che consente l’essiccamento dei grappoli. Lo raffigura in un disegno per noi preziosissimo, le Uve portate a Cesena, ovvero l’unico schizzo di grappolo d’uva tratteggiato dalla sua mano e pervenutoci.


Gli appunti di Leonardo del suo viaggio in Romagna non poterono essere trasformati in opere realizzate sotto la sua supervisione diretta, ma certamente furono alla base del riordino completo delle fortificazioni romagnole delle città da lui visitate, della realizzazione degli edifici, dei complessi e delle infrastrutture che ebbero luogo in Romagna negli anni successivi alla sua visita. Appunti che sono esemplari capolavori per l’integrazione di arte, geologia, idrografia, cartografia e geometria, e che ancora oggi sono un esemplare e attuale trama di viaggio per esplorare il territorio.