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23.04.2019

Leonardo Genio del vino

Il racconto della giornata dedicata a Leonardo Genio del Vino

L’11 aprile è stata la giornata dedicata a Leonardo Genio del Vino: una full immersion nella cultura e nel cibo, nella natura e nel vino, ambientata nel cuore di Vinci, per dare avvio a una formidabile storia.  Appuntamento al Teatro della Misericordia di Vinci dove Federico Quaranta, accompagnato da Ludovica Frasca, ha presentato il progetto di Leonardo da Vinci Spa e i protagonisti di un racconto inedito e affascinante sul lato meno conosciuto del Genio: la sua passione per il vino.  


L’occasione è stata quella di presentare al pubblico i risultati del lavoro di ricerca, indagine e analisi, che ha coinvolto un team di esperti leonardisti per raccogliere e codificare tutto il materiale esistente a testimonianza del rapporto autentico e quotidiano di Leonardo con il vino e dei suoi studi di agronomia ed enologia. Risultati che Leonardo da Vinci Spa ha tramutato in: un metodo agronomico ed enologico per produrre vino, un libro di approfondimento, un emozionante documentario d’autore, e due musei a Vinci dedicati al Genio più contemporaneo di tutti.“Il 2019 è un anno importante, è il cinquecentenario della scomparsa del Genio più grande di tutti i tempi e noi siamo qui, per indagare e scoprire un lato inedito di Leonardo: Winelover & Winemaker”, ha esordito Federico Quaranta, chiamando sul palco SimonPietro Felice, Amministratore delegato di Leonardo da Vinci Spa. “Abbiamo raccolto tutti gli insegnamenti di Leonardo sul vino per portarli alla luce e renderli attuali, e fare un vino di cui lui andrebbe fiero – ha affermato Felice – Il nostro obiettivo è di raccontare a tutto il mondo la formidabile storia di Leonardo e il vino”.  


Sul palco, anche gli esperti e studiosi leonardisti, come l’analista sensoriale Luca Maroni, che insieme agli enologi di Leonardo da Vinci Spa ha messo a punto il Metodo Leonardo®, che prende le mosse da una lettera che il Genio inviò al suo fattore nel 1515 con precise indicazioni per ottenere un vino di qualità. Il Metodo Leonardo, come ha spiegato Maroni, è oggi un capitolato viticolo ed enologico – esclusivo e segreto – con il quale sono state prodotte 5 diverse collezioni di vino: Villa Da Vinci, I Capolavori, 1502 Da Vinci In Romagna, Leonardo da Vinci Vitruviano e Geniale. La creazione del Metodo e le sue basi filologiche sono state raccolte da Maroni nel volume: Leonardo da Vinci e il vino.  


È un progetto spinto anche dalla volontà di ridare a Vinci una minima parte di quello che Vinci ha dato a Leonardo” ha detto Felice a proposito della riapertura del Museo Ideale Leonardo da Vinci e della realizzazione di un nuovo Museo dedicato al rapporto di Leonardo con l’agricoltura e la viticoltura, il Museo Leonardo e il Rinascimento del Vino. A conferma del valore culturale del progetto stesso. Entrambi i musei sono affidati alla direzione di Alessandro Vezzosi, studioso di Leonardo, che ha svelato in anteprima i contenuti delle due sedi espositive che inaugureranno ufficialmente il 2 maggio.  


Giovanni Storaro e Marco Carosi, produttore e regista del documentario Il vino di Leonardo, hanno raccontato alcune curiosità sulle riprese dell’opera cinematografica che indaga la passione del Genio per il vino attraverso la sua vita e li suoi capolavori, dall’infanzia a Vinci e fino al celebre Cenacolo a cui è dedicata una scena illuminata dal maestro Vittorio Storaro. 


Ma Leonardo era anche attento al cibo, soggetto di suoi disegni, rebus e scritti. Per questo motivo la Chef Cristina Bowerman ha ideato per l’occasione un inedito menù dedicato a Leonardo. “Ho immaginato di cucinare per Leonardo da Vinci. Un genio poliedrico, talmente proiettato nel futuro che la sua visione del mondo ha oltrepassato i confini del suo tempo. Ho dunque ideato un menù che fosse un omaggio al Genio di Leonardo e alla sua vita. Con piatti originali, multisensoriali, dove i sapori giocano con le forme, la tecnica dialoga con la materia prima, la scienza con l’arte e l’agricoltura”. 


La giornata è continuata a Villa da Vinci, la tenuta circondata dai vigneti che furono della famiglia di Leonardo. Lì gli ospiti hanno gustato il menu realizzato dalla Bowerman – tra cui mini sandwich di pastrami di lingua di vitella, salsa pepata e salame toscano, patate novelle nella cenere con maionese al prosciutto toscano o gnocchetti all’aglio nero, fave e limone candito - E scoperto i vini ispirati al Genio, ottenuti secondo il Metodo Leonardo®, in cinque postazioni di wine tasting.  


All’interno e all’esterno della Villa, un wine resort con 6 camere aperte agli enoturisti, si sono susseguite per tutto il pomeriggio performance eclettiche di musica e danza con il coinvolgimento di artisti Che hanno restituito, ognuno con la sua personalità, uno degli aspetti della creatività del genio: dalle acrobazie vitruviane di Roue Cyr ai danzatori della compagnia Sonics e fino alla loop station di Sara Loreni.  


Con il lancio del progetto, l’inaugurazione dei Musei e l’apertura di Villa da Vinci, comincia un nuovo racconto su Leonardo, che parte dalla sua città natale e arriva in tutto il mondo, dove da secoli la sua storia non smette di essere sempre attuale e affascinante.